Intervista al PresidenteIntervista al nostro Presidente Vito Laudani realizzata da Gianni Catania, giornalista di SPORTIVISSIMO
![]() Non è risultata molto chiara la scelta di abbandonare l’Elite e ripartire dalla A1. Cosa è successo? Non è stata una scelta facile, al nostro interno ci siamo più volte confrontati e alla fine assieme al nostro sponsor,Teamnetwork, abbiamo concordato sul prossimo progetto triennale. La parola d’ordine è stata “responsabilità”: a tutti noi sarebbe piaciuto poter lottare ai vertici, ma da persone, appunto responsabili, abbiamo ritenuto che, facendo di necessità virtù, “calibrare” meglio gli sforzi e gli obiettivi era necessario per evitare che il “progetto Albatro” potesse essere percepito solo in un ottica di risultato sportivo da prima squadra senza valutare l’impegno che dirigenti, tecnici e sponsor, portano avanti a tutti i livelli dai centri giovanili, alle scuole e a tutte le iniziative sociali, rischiando di far perdere quella identità che è la forza della nostra Associazione. Dunque la scelta della A1 si è poggiata su tre considerazioni: 1) Il budget notevolmente ridotto: in un momento in cui le aziende tengono alta l’attenzione sui propri bilanci, è naturale che gli interventi sulle attività sociali subiscano una riduzione; 2) le nuove regole federali che diminuiscono la quota stranieri ed obbligano più giovani italiani in campo, giustamente diciamo noi, ma con la coscienza di non essere ancora pronti con i nostri giovani, ancora troppo “giovani” per la A di Elite (scontiamo un “buco” generazionale enorme); la scarsa considerazione che i soggetti di rappresentanza amministrativa ed economica della nostra città ci hanno riservato: a riprova di questo basta dire che nessuno ci ha chiamati quando abbiamo dichiarato che l’Elite era a rischio. Capisco che non siamo il calcio, ma riteniamo di rappresentare, per Siracusa e la Sicilia, una realtà importante e sana da sostenere. Tutta colpa della crisi? Non è che magari c’è anche qualcosa di polemico nei confronti di una federazione sorda agli appelli del movimento? La Federazione sconta la difficoltà che hanno le società di resistere alla crisi economica strutturandosi adeguatamente con l’attività rivolta all’attività giovanile. Lo abbiamo visto alle ultime finali nazionali U18, solo noi e il Fasano eravamo presenti come società di Elite, mentre società blasonate come Casarano e Conversano hanno mostrato difficoltà già nel proprio campionato regionale. Merano, Trieste e Romagna, ad esempio, non impegnati nella dispendiosa Elite, sfornano, invece, ogni anno giovani atleti di valore. Più stranieri in campo più costi per le società, da qui non si scappa. L’ultima riforma è stata fatta sulle indicazioni delle società, anche con il nostro contributo, ma il problema è strutturale e ci vorrà del tempo per recuperare il terreno perduto. Da cosa ripartirà l’Albatro? Non è una ripartenza. Noi perseguiamo gli obiettivi dell’associazione attraverso l’attività sportiva e sociale, e moduliamo la nostra organizzazione secondo le disponibilità di risorse economiche e umane che abbiamo. L’esperienza dell’Elite ha consolidato ed esaltato la nostra capacità di gestire un campionato di massimo livello, ovviamente ha anche evidenziato alcuni limiti, e tutto questo ora è messo a disposizione del prossimo progetto triennale: crescita del movimento giovanile, maggiore coinvolgimento delle scuole, interventi più mirati nel sociale, migliore organizzazione delle strutture dirigenziali e tecniche, decisivo coinvolgimento degli enti e di nuovi sponsor. Continua il “Progetto Albatro” Allenatore nuovo. A lui spetta un compito particolare: trasformare i giovani del vivaio in giocatori da prima squadra. Non solo! Vogliamo creare una struttura molto simile alle scuole di pallamano slovene, esaltare i nostri tecnici più qualificati come Peppe Vinci, Fabio Reale, Sandro Fusina, Gianni Calvo e Alfio Settembre e mettere a loro disposizione un modello tra i più efficienti del mondo della pallamano. Questo è quello che chiediamo a Tone Medved, ovviamente nei tempi e nei modi che il nostro contesto sociale e sportivo consentirà. La scelta di un tecnico straniero ha fatto storcere qualche naso… Onestamente non ho notato alcun mal di pancia, anzi. La scelta è andata contro tendenza rispetto alle ristrettezze di bilancio, proprio per sviluppare e valorizzare tutte le nostre risorse “interne” e contribuire in tal modo, al rilancio di questo sport in Sicilia, anche mettendo a disposizione delle società isolane le nostre competenze ed il nostro sistema organizzativo. Abbiamo intenzione, infatti, di condividere dei momenti di confronto con tutte le realtà che volessero mettersi in relazione con noi, e offrire occasioni di approfondimento, visto le eccellenze tecniche che oggi siamo in grado di mettere in campo. Obiettivi: la promozione rientra tra questi? Obiettivo della prima squadra è quello di creare un gruppo di siracusani, tra i nostri giovani, che ci riportino in 3 anni nuovamente in Elite. Nel frattempo parliamo di “salvezza il prima possibile”. Che campionato sarà? Penso ad un torneo abbastanza equilibrato, senza squadre “ammazza campionato”, dove il fattore campo avrà un gran peso. L’Albatro giocherà in Europa? Si. Ci teniamo molto perché ce lo siamo conquistato con la finale di Coppa Italia dello scorso anno. Giocheremo in novembre il Round 3 della Winners Cup (Coppa delle Coppe) contro l’UHK KREMS, una delle squadre più forti del campionato austriaco. Situazione stranieri: chi rimane e come gestirli in campo con le nuove regole? Abbiamo confermato, come straniero comunitario il francese Christophe Zuniga-Mora, che rappresenterà il nostro primo straniero (ne possiamo schierare solo uno) mentre abbiamo raggiunto l’accordo con Nando Garcia che resterà con noi come secondo straniero fino a che non riceverà, questione di mesi si spera, la cittadinanza italiana (per matrimonio) e dunque non sarà a totale disposizione dell’allenatore. Confermato pure l’italo-argentino Gonzalo Viscovich, mentre il serbo Nenad Strbac è stato tesserato come allenatore e farà parte dello staff tecnico della prima squadra coordinata da Peppe Vinci che quest’anno ricopre il ruolo di Team Manager Da presidente, cosa porterai di nuovo nella vita societaria? Credo che un presidente debba operare affinchè si creino le migliori condizioni perché si raggiungano gli obiettivi dell’associazione e dello sponsor. In questo sono impegnato assieme a tutti gli amici del direttivo, Placido Villari, Peppe Vinci, Fabio Reale, Giacomo Corsico, Marco Bellavia, a dare un’organizzazione più efficiente e più funzionale alle esigenze dell’associazione, e portare a compimento quanto iniziato, in questo senso, sotto la presidenza di Eleonora Di Stefano. Aggiungi commento
Lalyo IVANOV è cittadino italiano!Alle 13,30 di oggi, Lalyo Ivanov, atleta in forza all’Albatro Siracusa, ha giurato nelle mani del pubblico Ufficiale del Comune , Dr.ssa Di Benedetto, mano destra sulla bandiera, fedeltà alla Costituzione Italiana. Lalyo Ivanov, 38 anni, nato in Bulgaria, una vita spesa per la pallamano, è in Italia, chiamato dall’ Handball Ferrara, dal 1993. Poi una lunga militanza a Rosolini nel HC Rosolini e, negli ultimi anni, a Siracusa, dove risiede e lavora. Dopo 17 anni, dunque, corona il suo sogno di diventare cittadino Italiano, e, anche se per tutti i suoi amici lo è ormai da tempo, ha tradito un filo di emozione alla foto di rito con la Bandiera. |













